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Mercoledì
25 agosto - ore
21,30 W.A. Mozart e la Musica Sacra |
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Se si scorre la cronologia della
musica liturgica di Mozart, immediatamente è agevole
percepire come essa si situi quasi esclusivamente negli anni
salisburghesi, e sia riferibile al suo servizio presso la
cappella di corte del locale principe-arcivescovo, Sigismund
conte di Schrattenbach, fino al 1771. |
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Programma: |
Missa in Do maggiore, KV 317 "Dell'incoronazione" Kyrie Ave Verum corpus KV 618 Exultate, jubilate KV 165 |
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Esecutori: Hiromi Homura
(soprano), Agnese Vitali (mezzosoprano), Giuliano Di Filippo
(tenore), |
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Giovedì
26 agosto - ore 21,00 Visita alla Basilica tra arte, musica e storia |
Esecuzione di canti e brani musicali d'epoca
(Commento artistico di Mons. Roberto Brunelli)
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Programma: |
Musiche di Marcheto Cara, |
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Esecutori: Strumentisti Ducali dell'Istituto Diocesano di Musica Sacra di Mantova |
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Giovedì
26 agosto - ore 21,00 Un itinerario in città tra arte e fede |
Centro
storico di Mantova è la
piazza
Sordello, che prende nome dal poeta citato
da Dante. La circondano nobili edifici: al n. 12, il medievale
palazzo Bonacolsi ora Castiglioni, della famiglia di Baldassarre,
l'autore del "Cortegiano"; al n. 15, il settecentesco palazzo dei
marchesi Bianchi, ora episcopio (qui visse, negli anni in cui fu
vescovo di Mantova, San Pio X) nonché sede della curia
vescovile e del ricchissimo Archivio Storico diocesano; di fronte, la
reggia gonzaghesca; tra i due, il duomo.
Il
duomo è la
cattedrale;
ricostruita nel sec. XI, porta i segni dei continui interventi di
abbellimento succedutisi nei secoli che ne fatto, insieme con le
numerose memoria custodite all'interno, un'articolata sintesi delle
vicende storiche, artistiche e religiose della città. La
facciata (che in certo modo si prolunga in quella neoclassica del
seminario diocesano) è settecentesca; il fianco destro
è gotico; il campanile, romanico. Il solenne interno è
l'ultima creazione di Giulio Romano, arricchita da affreschi e tele
di ogni epoca; vi sono annessi la sontuosa cappella del SS.mo
Sacramento, il santuario quattrocentesco della Beata Vergine
Incoronata e una monumentale sagrestia. Tra i tesori spirituali del
tempio, i venerati corpi di otto santi mantovani, compreso quello
incorrotto del patrono della diocesi, Sant'Anselmo di Lucca (1035
circa &endash; 1086; festa il 18 marzo).
La
reggia, più nota come
Palazzo
Ducale, costituisce uno dei più
vasti complessi edilizi d'Europa; vera "città nella
città", comprende, articolati intorno a 15 piazze e giardini,
la residenza degli antichi signori, strutture militari come il
castello, una basilica e innumerevoli tesori d'arte. Tra essi, da
segnalare il ciclo affrescato da Pisanello, la celebra "Camera degli
sposi" di Mantegna, una serie di arazzi su cartoni di Raffaello,
dipinti di Giulio Romano, Rubens, Tintoretto e altri grandi maestri,
ricchissime raccolte di sculture greco-romane, medievali e
rinascimentali, magnifici soffitti e arredi.
La facciata della reggia che prospetta sulla piazza Sordello è la parte più antica, costruita già dai Bonacolsi, i signori che precedettero i Gonzaga. Verso il fondo della piazza, un passaggio consente di accedere ad alcuni spazi interni, a cominciare dalla rinascimentale piazza Castello dove, al di sopra del porticato, emergono le torri del castello di San Giorgio nonché il campanile e i due singolari lucernari della basilica di Santa Barbara, voluta dai Gonzaga nel Cinquecento come tempio della corte. La sua facciata prospetta sulla vicina piazzetta, da dove una rampa porta alla piazza Lega Lombarda, ora tenuta a giardino.
Di
qui un altro passaggio riporta in piazza Sordello. L'arco ai piedi
della torre detta della Gabbia introduce al quartiere medievale, con
le piazze Broletto e delle Erbe su cui si affacciano i palazzi
dell'antico Comune.
Spartisce le due piazze il
Palazzo del
Broletto, costruito nel 1277 (la data si
legge nell'epigrafe murata nella facciata riguardante la Piazza del
Broletto, ed è confermata dal "Breve Chronicon Mantuanum").
Turrito, a pianta irregolare, con un cortiletto interno e una
suggestiva scala coperta; vi è addossato un duecentesco
monumento a Virgilio, il più antico dei tanti che la
città ha eretto al suo illustre poeta. Sulla piazza delle Erbe
stanno in successione, dopo il Broletto, il
Palazzo
della Ragione, costruito nel 1250
inglobando più antiche strutture. Connotato da una pianta
allungata, l'edificio ospitava al pianterreno numerose botteghe; il
piano superiore era costituito da un ampio salone, ove si
amministrava la giustizia.La vivace tonalità del cotto in
uniforme stesura, nella facciata superiore della facciata
prospiciente la piazza delle Erbe, trova inopportuno contrasto nel
ritmo lezioso del sottostante porticato cinquecentesco. A fianco
troviamo la Torre dell'Orologio, portata a compimento nel 1473
(recentemente rimesso in funzione), opera di esemplare correttezza,
concepita nel rispetto della scala urbana, quale cesura tra il
Palazzo della Ragione e la
rotonda di San
Lorenzo, una chiesa di forme evocanti il
Santo Sepolcro di Gerusalemme, fatta costruire da Matilde di Canossa
sul finire del sec. XI. La pianta è circolare, con
un'absidiola in asse con l'accesso; l'esterno appare come la
sovrapposizione di due cilindri; la muratura compatta, che ha la
tonalità calda del cotto, è appena scandita dal ritmo
irregolare delle esili semicolonne e dall'ininterrotta sequela degli
archetti pensili.
Davanti
a S.Lorenzo
Veni creator Spiritus
Armonie religiose tra il XII ed il XIV secolo
Il concerto, eseguito con stili e strumenti d'epoca, viene proposto in costume e si pone come obiettivo un rigoroso ma accattivante viaggio nella musica sacra, principalmente paraliturgica, del tardo Medioevo e dell'Ars Nova.
Esecutori: Ensemble Stella Nova (Roberto Quintarelli, Vittorio Zanibelli, Claudio Demicheli, Domenico Baronio).
Programma:Ingresso (itinerante)
Anonimo - Conductus referentium vasa (Luders Danielis)
Prima Presentazione
Inno Ambrosiano - Veni Creator Spiritus
Anonimo - Ave Donna Sanctissima (Lauda)
Anonimo - Angelus ad Virginem (Strum.)
Anonimo - Tempus Adest Floridum (Pia Cantione)
Seconda presentazione
Anonimo - Altissima luce (Lauda)
Alphonso El Sabio - Pois que dos reys (Cantiga)
Anonimo - Cunti simus (Llibre vermell)
Anonimo - Personent Hodie (Pia Cantione)
Epilogo (itinerante)
Anonimo - Stella splendens (Canto dei pellegrini)
Passando
davanti alla raffinata Casa del Mercante, gotico-rinascimentale, si
giunge alla piazza Mantegna, su cui dominano, diversamente splendidi,
campanile (gotico, 1414) e facciata della
basilica di
Sant'Andrea. Terza delle chiese costruite
in successione sul luogo del ritrovamento del Preziosissimo Sangue
(secondo tradizione, portato a Mantova dal milite che trafisse il
costato di Gesù), è il capolavoro di Leon Battista
Alberti e uno dei massimi esiti dell'architettura rinascimentale. La
facciata fonde i "tipi" antichi del tempio con timpano e dell'arco di
trionfo; l'interno, ad aula voltata a botte con profonde cappelle
laterali, ha ispirato la forma di innumerevoli chiese nel mondo
intero.
Costruita a partire dal 1472, la basilica si è arricchita nei secoli della vasta cripta (dove è custodita la reliquia, visibile il Venerdì santo quando viene portata in processione notturna per le vie della città), della cupola (progettata nel Settecento da Filippo Juvara) e dipinti e sculture, segnati tra gli altri dai nomi di Mantegna, Correggio, Giulio Romano, Canova.
Uscendo
dal transetto sinistro in piazza Alberti, è possibile ammirare
la mole della basilica, l'eleganza del campanile e quanto resta
dell'antico monastero. Di qui un raccolto passaggio riporta in piazza
Mantegna da dove, prendendo per via Verdi, si giunge presto nella
raccolta piazza
Canossa, d'impronta barocca. La domina il
palazzo dei marchesi di Canossa (nessuna parentela con Matilde), la
ingentiliscono il palazzetto con fontana, l'edicola Liberty e
l'oratorio della B.V. del Canossa, più nota come "Madonna del
Terremoto", il cui interno è un piccolo gioiello
dell'architettura.
Per vicolo Albergo, via Cavour e via Sant'Anna si giunge alla vasta piazza Virgiliana. Un tempo insenatura del Lago di Mezzo, sul finire del Settecento fu bonificata e sistemata a parco, in cui collocare un monumento a Virgilio. Quello attuale risale agli inizi di questo secolo, mentre neoclassici sono gli edifici più belli che delimitano la piazza. Al n. 55 è quello che ospita il Museo Diocesano.
Il
Museo Diocesano Francesco
Gonzaga è il maggiore dei musei
aperti nella diocesi di Mantova e porta il nome del Venerabile
Francesco Gonzaga, vescovo dal 1593 al 1620, grande promotore di arte
sacra. E' ospitato nell'ex-convento di Sant'Agnese, dove ampi spazi
consentono di raccogliere opere di genere disparato, dismesse dalle
chiese o generosamente donate da privati, che spaziano per
provenienza da tutta Europa e per datazione dagli Etruschi ad
oggi.
Un ordine logico delle opere esposte vede pittura, scultura e oreficeria, di eccelsa qualità (tra gli altri, di maestri come Mantegna, Correggio, Cellini, Fetti), distribuite nel tempo ad evocare le fasi storiche della cultura mantovana. Accanto ad esse, una serie di prestigiose raccolte tematiche, comprendenti il maggiore corpus di armature italiane quattrocentesche, un'incomparabile collezione di smalti di Limoges, una serie di stupendi avori, quasi tutte le opere di oreficeria superstiti tra quelle appartenute ai Gonzaga, la più cospicua serie di dipinti di Bassani e Lanfranco.