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La Rete di Lilliput |
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Convegno
Nazionale |
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COMUNE DI FAENZA |
Coordinamento
faentino della Campagna nazionale |
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Faenza (RA) - Sala del Consiglio comunale |
9-10 ottobre 1999 |
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Globalizzazione è un concetto ormai sufficientemente familiare a tutti e lo tocchiamo con mano entrando in un supermercato o comprando un elettrodomestico. Ma i meccanismi economici e politici alla base di questo processo sono più complicati e "riservati".
Fra questi il MAI, Accordo Multilaterale sugli Investimenti, in discussione sin dal 1995 all'interno dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e Sviluppo Economico), che raggruppa i 29 Paesi più industrializzati del mondo.
Non a caso il testo di questo accordo è stato coperto da un rigoroso segreto fino al 1997, quando una vera e propria azione di "spionaggio" ha permesso di rivelarne i contenuti.
Che cos'è il MAI
Il M.A.I. (Accordo Multilaterale sugli Investimenti) si basa su tre concetti-disposizioni fondamentali:
1) gli Stati devono eliminare ogni trattamento preferenziale su base nazionale, ovvero mettere tutti &endash; investitori nazionali ed internazionali &endash; sullo stesso piano giuridico, rinunciando a privilegiare un'impresa nazionale quale beneficiaria di un investimento;
2) i Governi si devono impegnare ad abbattere ogni ostacolo alla circolazione dei capitali stranieri nel loro territorio;
3) le imprese multinazionali si vedono riconosciuto il diritto di portare in tribunale quei Governi che a loro avviso hanno dato vita a "politiche discriminatorie", sancendo in tal modo la fine della possibilità per le istituzioni legali, democratiche e legittime nazionali di decidere cosa si fa in casa propria.
(da Stefano Squarcina, Mani Tese - aprile 1998)
Questo accordo per la prima volta nella storia si propone di regolamentare l'intera economia mondiale e unificare tutte le leggi degli stati in materia economica. In pratica ciò si concretizza nell'esatto contrario, cioè deregolamentare, smantellare, cancellare tutto ciò che nei vari stati del mondo si è fatto per arginare il potere dell'economia e per far sì che i benefici di questa si distribuiscano il più possibile nello stato sociale.
Inizialmente in tale impresa dovevano essere coinvolti tutti gli stati membri dell'organizzazione mondiale del commercio (WTO), tuttavia dopo che furono sollevate parecchie riserve da parte di vari paesi in via di sviluppo, la trattativa fu ristretta ai soli 29 paesi membri dell'OCSE, che in sostanza raduna le nazioni più industrializzate del pianeta.
Il nodo dell'accordo verte sulle pari opportunità di investimenti di diverse nazioni del mondo su di un qualsiasi territorio del pianeta, cioè sulla non distinzione tra aziende estere e nazionali nell'ambito del trattamento economico. Questo che a prima vista sembrerebbe un innocente enunciato è la foglia dietro cui si vorrebbe nascondere l'intenzione di legittimare la posizione di privilegio da parte del potere economico su quello politico.
Le conseguenze
"Scriviamo la Costituzione di un'economia mondiale unificata".
E' possibile scrivere un accordo che congeli l'economia di un pianeta?
Qualcuno pensa di sì.
Il M.A.I. prevede un'apertura dei mercati tesa a consentire alle multinazionali accesso illimitato a tutti i mezzi di produzione e a tutte le forze lavoro, a tutto ciò che la terra e la gente di un determinato territorio abbiano da offrire. L'obiettivo è favorire gli investimenti, qualsiasi essi siano, non importa se conducano a creare posti di lavoro o ad eliminarli. Per investimento si intende solo ciò che genera profitto.
Le novità di questo genere di accordo sono molte. La più evidente è che in futuro non sarà più possibile opporsi a tali speculazioni, perchè non saranno più riconosciuti i diritti derivanti dall'autodeterminazione di una società. Anzi una volta firmato questo patto qualora un'amministrazione di qualunque livello vi si opponesse, potrà essere citata per danni. Inoltre tale accordo pone una seria ipoteca su tutte quelle leggi che tutelano il lavoro, l'ambiente, la piccola economia e su tutte quelle forme di tutela dedicate a proteggere l'economia di regioni svantaggiate.
Dal diritto dei popoli di disporre di se stessi, si passa al diritto degli investitori di disporre dei popoli. Una clausola del trattato, ad esempio, prevede che non possano entrare in vigore leggi che siano in contrasto con i termini del MAI e che le esistenti debbano essere cancellate entro un termine fissato e rigido. In questo caso leggi come il collocamento obbligatorio degli handicappati o norme di tutela ambientale o sindacale potrebbero essere annullate. Con il MAI le zone di non diritto chiamate "zone di libero scambio" &endash; ossia i territori dove attraverso legislazioni particolari vengono garantiti bassi costi sociali, niente sindacati e alto controllo poliziesco &endash;, diventerebbero la norma attraverso una legislazione internazionale.
La situazione attuale
Nel Dicembre 1998 la trattativa sull'Accordo è stata interrotta in seguito alla mobilitazione internazionale di centinaia di gruppi e associazioni, alla presa di posizione del Parlamento Europeo e del Governo francese.
Ora, tuttavia, grazie alle pressioni di USA, Giappone e UE si prefigura come assai probabile un ritorno della struttura portante dell'Accordo presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO/OMC) a partire dalla prossima conferenza ministeriale di Seattle (Novembre 1999).
Nel 1998 nasce anche in Italia una Campagna nazionale contro il MAI (Dire mai al MAI) per opporsi all'approvazione di tale accordo. Essa si è mossa e si muove su più fronti: presso gli enti locali per fare approvare mozioni contro il MAI (approvata anche dal Consiglio comunale di Faenza); sul Parlamento e il Governo italiano e sul Parlamento europeo affinché se ne discuta pubblicamente. La Campagna è inoltre attiva nella definizione e diffusione di proposte alternative al MAI, con l'obiettivo di giungere a una più equa distribuzione della ricchezza mondiale e per sviluppare sul territorio una rete di gruppi sensibili a queste tematiche e in grado di coinvolgere la cittadinanza sui rischi di una globalizzazione senza regole.
È anche in questa logica che il Coordinamento faentino contro il MAI organizza, in collaborazione con il coordinamento nazionale e con il Comune di Faenza, un convegno su questi temi. Riteniamo infatti che sia dovere di tutti noi, di ciascun cittadino responsabile, avvertire il desiderio di saperne di più, di cercare di capire cosa ci stia succedendo intorno, cosa altri stiano decidendo mentre siamo distratti da altro o resi passivi dal senso di impotenza e sfiducia.
Chiediamo di essere protagonisti e di partecipare concretamente alla costruzione di un'alternativa e non limitarci alle lamentele e al semplice esercizio del nostro pensiero critico.
Non possiamo "lavarcene le mani", perché si sta decidendo del nostro futuro e del tipo di vita che si vuole progettare per noi e per altri.
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Sabato 9 Ottobre 1999 |
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Ore 15,00 |
Apertura lavori e Presentazione |
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Ore 15,15 |
Saluti istituzionali |
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Ore 15,30 |
Maurizio Meloni
(coordinatore Campagna "Dire mai al MAI") |
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Ore 16,15 |
Pietro Barcellona |
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Ore 17,15 |
Pausa |
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Ore 17,30 |
Susan George
(Osservatorio della mondializzazione di Parigi) |
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Seguirà dibattito |
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Domenica 10 ottobre 1999 |
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Ore 9,30 |
Tavola rotonda "Dal MAI delle Imprese al MAI dei cittadini" |
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Partecipano:
Coordina Jean Leonard Touadi (Giornalista RAI2 e redattore Nigrizia) |
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Dalle 11,30 |
Interventi del pubblico |
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Ore 12,30 |
Chiusura dei lavori
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Sede del Convegno |
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Sala Consiliare, Comune di Faenza, P.zza del Popolo, 1
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Segreteria e iscrizioni |
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Consulta faentina delle associazioni di volontariato, Via Laderchi, 3, 48018, Faenza, tel.- fax. 0546/27206, e-mail: consultavolontariatofaenza@racine.ra.it 0546/26396 (ore ufficio) e-mail: vmagnani@racine.ra.it Quota di iscrizione L.10.000
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Soggiorno |
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SACCO A
PELO CONVENTO
delle suore di Fognano: (a circa 20 min. di auto da
Faenza) AFFITTACAMERE CASA MELANDRI di
Melandri Maria Luisa LOCANDA PARADISO -
Samorè Susanna LA NUOVA GIULIA CAMBIUZZI LOCANDA DEL NAVIGLIO
di Rocchi Roberto (serve lauto)
AGRITURISMO (sono tutti raggiungibili solo con auto) IL LAGHETTO DEL SOLE LA SABBIONA CA DE' GATTI
HOTEL HOTEL CAVALLINO*** (a
circa 2,5 Km dal centro) HOTEL VITTORIA ****
(centro storico) CLASS HOTEL ***
(Alluscita dellAutostrada)
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Cena del 9/10/99 |
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Presso il Circolo "Dopolavoro Ferroviario", via Santa Maria dellAngelo, 26, 48018, Faenza, Il costo della cena comprendente: primo, secondo, contorno, dolce e caffè sarà di circa Lit. 20.000 a persona. Occorre prenotare telefonando alla segreteria entro il 06/10/99.
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