La Rete di Lilliput


Arena 2000
Palaverde di Villorba (Treviso) - Domenica 2 gennaio 2000 - ore 13.30

L'appello
Il programma
Com'è andata - Il Comunicato Stampa

l Giubileo del 2000 è per noi il "tempo propizio" per tentare di realizzare una società
più giusta e piùrispettosa dei diritti di tutti, ...

Restituire per vivere liberi!

"... e sarà per noi un Giubileo"

Arena 2000

Palaverde di Villorba (Treviso)

Domenica 2 gennaio 2000 - ore 13.30

Per aderire:

segreteria organizzativa
via Antonio da Tempo,2
(zona Stanga)
35131 - Padova

telefono 049/8070522
telefax 049/8070699
Email:
arenaduemila@hotmail.com

Promotori:

Associazione Beati i Costruttori di Pace

Banca Etica

Centri Missionari Diocesani del Triveneto

Coordinamento Caritas Diocesane del Nord-Est

Operazione Bilanci di Giustizia

Tavola della Pace

con il patrocinio della Regione Veneto e del Comune di Villorba

Arena 2000 è un'iniziativa adottata dalla Rete Lilliput per un'economia di giustizia

per offerte e donazioni:
c/c n. 503080 Banca Etica, ABI 05018 CAB 12100 intestato a: Beati i Costruttori di Pace - Arena 2000

 

L'appello

Si erano indebitati fino a diventare schiavi. E schiavi sarebbero rimasti con i loro figli e i figli dei figli, per tutte le generazioni. Se non fosse stato che…

Il Giubileo non è nato come evento spiritualistico, ma come atto di rottura dell'ordine socio-economico costituito: comportava la cancellazione dei debiti, la restituzione della terra, l'azzeramento di tutte le situazioni di sfruttamento, perché tutti potessero usufruire delle risorse necessarie per rifarsi una vita da persone libere. Storicamente il Giubileo non si è mai realizzato compiutamente, ma non per questo i profeti hanno rinunciato a riproporlo.

Oggi, in un mondo in cui gli impoveriti, espropriati di ogni futuro, sono ogni giorno di più, quella sfida è più attuale che mai. E riguarda tutti, credenti e non credenti, perché ciascuno di noi è parte in causa e, con i suoi comportamenti individuali, corresponsabile del sistema.

Il Giubileo del 2000 è per noi il "tempo propizio" per tentare di realizzare una società più giusta e più rispettosa dei diritti di tutti, proponendo di:

sanare il debito estero dei paesi poveri;

restituire le terre per la redistribuzione delle risorse nel rispetto delle culture indigene e della biodiversità contro la pirateria genetica;

fare pressione per il controllo politico degli investimenti internazionali (M.A.I. accordo multilaterale sugli investimenti &endash; M.R. Millennium Round) e delle attività delle multinazionali;

garantire un lavoro dignitoso a tutti con particolare attenzione al rispetto dei diritti delle donne e dei bambini;

promuovere la cultura della pace e della nonviolenza per un mondo senza guerre, senza armi e senza pena di morte;

riconoscerci in tutti i pellegrini stabilmente poveri, immigrati, emarginati e discriminati, in quanto soggetti di uguali diritti;

scegliere la sobrietà come stile di vita, abbassando la quantità e la velocità dei consumi, per rendere possibile la convivenza e la fraternità, per rispettare e valorizzare l’ambiente e così aprire il futuro.

Ma come coniugare nel quotidiano questa responsabilità di fronte a tutta la famiglia umana e al pianeta?

Come evitare di restare imbrigliati nei rituali e nelle suggestioni simboliche legate al 2000?

Vogliamo avviare percorsi comunitari per individuare e quantificare le 'restituzioni' da fare nel nostro quotidiano, per unire le forze e creare le sinergie necessarie per pesare sul piano politico, in modo da modificare le attuali strutture economiche e rendere possibile una alternativa.

Tutto questo non è lavoro di un giorno, ma può essere solo il frutto di un lungo cammino insieme, passo dopo passo. Un cammino che vorremmo avviare fin dall'alba del nuovo anno, dandoci appuntamento al Palaverde di Villorba (Treviso), domenica 2 gennaio alle ore 13,30. Sarà un'occasione per stare insieme ed ascoltare testimoni del nostro tempo da ogni continente, riprendendo la tradizione delle 'Arene'. Ma sarà anche un’opportunità per scambiarci esperienze di vita, per decidere insieme percorsi nuovi, sui quali verificare il nostro impegno in altri incontri nel corso dell'anno, per darci fiducia sulla possibilità di costruire insieme un mondo in cui ci sia posto per tutti.

Vogliamo iniziare questo cammino partendo da alcuni percorsi e campagne già in atto: Campagna Sdebitarsi &endash; Jubilee 2000, Appello dei Premi Nobel per il "Decennio Internazionale per la Cultura della Pace e della Nonviolenza per i Bambini del Mondo", Campagna per la Riconversione delle Armi, Aviano Base Internazionale di Pace, Campagna per la Moratoria della Pena di Morte nel 2000, Operazione Bilanci di Giustizia, Campagna Acquisti Trasparenti, Campagna Dire mai al Mai, Campagna Stop all'Uso dei Bambini Soldato.

Promuovono:

Associazione Nazionale "Beati i Costruttori di Pace"
Banca Etica
Centri Missionari Diocesani del Triveneto
Coordinamento Caritas Diocesane del Nord-Est
Operazione Bilanci di Giustizia
Tavola della Pace.

Il programma


Domenica 2 Gennaio 2000

Ore 10,00

Inizio esposizione stand delle associazioni e delle campagne partecipanti

Ore 13,30

"Restituire per vivere liberi"

Testimonianze di:

  • Marina Silva de Souza - senatrice - Brasile
    Biodiversità e pirateria genetica
  • Marco Morosini - analista dell'ambiente - Stoccarda - Germania
    "Ama il tuo remoto come te stesso"
  • Raimundo Nonato Coelho de Souza - Movimento Sem Terra - Brasile
    La restituzione della terra e la casa
  • Monica Godoit e Nydia Quiroz - Colombia
    Dalla parte delle donne e dei bambini
  • Gerhard Scherhorn - Wuppertal Institut - Germania
    Alternative di benessere
  • P. Kizito Sesana - Kenia
    Africa: armi, diritti umani, nonviolenza
  • …e altre testimonianze dei "piccoli" del pianeta

Ore 17,30

conclusione con lettura della "carta dei percorsi"

Fra una testimonianza e l'altra, momenti di spettacolo teatrale, musica e danza con la partecipazione

del Gruppo Radist Ragazzi di Chernobyl

del Gruppo Musicale Extra End Comunitarian
del carcere di Padova

 

Com'è andata - Il Comunicato stampa

 

2 gennaio 2000

In 4.000 al Palaverde alla ricerca di gesti concreti per un Giubileo vero.

 

Circa quattromila persone oggi al Palaverde di Treviso hanno partecipato al meeting, promosso da Beati i Costruttori di Pace, Banca Etica, Centri Missionari del Triveneto, Coordinamento delle Caritas Diocesane del Nord Est, Tavola della Pace e Operazione Bilanci di Giustizia, dal titolo "Restituire per vivere liberi", un incontro voluto per cercare percorsi per un Giubileo di vera giustizia per tutta la popolazione del pianeta.

Un messaggio accolto da decine di gruppi e associazioni non solo cattoliche, alla ricerca del senso vero di questo Giubileo iniziato da pochi giorni. A lanciare le provocazioni, testimoni provenienti dal sud del mondo.

Ma per raccontare Arena 2000 bisogna partire dalla fine, cioè dalla "Carta dei percorsi": un tentativo, scritto a più mani e letto alla fine dell'incontro, di rispondere alla domanda "cosa posso fare io per liberare chi è in condizioni di schiavitù, chi è senza dignità, senza possibilità di vita?".

Una carta che vorrebbe essere una specie di decalogo per un Giubileo di giustizia, un carta degli impegni per un mondo più giusto, più rispettoso della natura, ma anche più giocoso e di condivisione. Un percorso riassumibile in alcuni verbi.

Camminare: ossia dare vita a pellegrinaggi a piedi che portino nei luoghi dell'esclusione, dell'emarginazione, delle strutture di morte, con cadenza periodica e con una "conta" dei chilometri; un camminare che può concretizzarsi anche nella condivisione della ricerca di un alloggio assieme a un immigrato.

Conoscere: diventando amico di un immigrato, di un rom, di un carcerato o di un disabile; puntando alla ricerca di un'informazione diretta, proveniente da testimoni che mettano in contatto con il punto di vista di chi non ha potere economico; cercando informazioni con non descrivano solo le emergenze, ma che cerchino la causa dell'ingiustizia.

Imparare: cioè conoscere le tradizioni, le culture e la lingua di popoli lontani; ma anche imparare ad abitare e affrontare qualsiasi conflitto con la nonviolenza; a scegliere l'obiezione al militare e alle spese militari.

Adottare: un condannato a morte, una famiglia che si trova nel sud del mondo, un bambino che non ha famiglia, un progetto che mette in moto attività produttive.

Condividere: cercando modi concreti per tenere aperta la propria casa, gli amici, i vicini, i condomini, i forestieri; mettendo i comune auto, attrezzi da lavoro, il proprio tempo.

Spostare il denaro: applicare il principio che "quello che non mi è necessario è il non-più-mio" e metterlo in pratica anche con i soldi, per scoprire, dicono i promotori, una gioiosa scoperta del "restituire"; prestando, infine, senza interesse a chi è nel bisogno.

Comprare bene: ossia solo i prodotti che servono, leggendo le certificazioni per sapere da dove vengono, come sono stati ottenuti e da chi sono commercializzati; prendendo parte alle campagne di pressione e boicottaggio; preferendo frutta e cibi di stagione; rifiutando i prodotti transginici; dando importanza al consumo critico e al commercio equo-solidale; ma anche mantenendo e gustando la propria identità culturale anche attraverso i prodotti tipici del proprio territorio.

Ridurre i consumi: la crescita e lo sviluppo non possono essere illimitati, quindi occorre consumare meno per stare meglio, perché questo significa meno risorse distrutte, meno peso sulla salute e sull'ambiente e più tempo e spazio recuperati per un benessere diverso; andare a fare la spesa senza diventare vittime dalle offerte e dalla pubblicità; ancora, usando il televisore come qualsiasi altro elettrodomestico; muovendosi a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici, scoraggiando l'uso delle auto; costruendo giochi con e per i bambini.

Fare festa: questa volta impegno non fa rima con atteggiamento sacrificale, perché la proposta di Arena 2000 è di celebrare la vita con riconoscenza, contemplando la natura, facendola conoscere ai bambini; piantando piante e fiori; costruendo momenti di festa invece di consumarli; ritrovandosi con gli amici senza correre tanto e lontano, senza spingere oltre l'oggetto dei propri desideri; facendo del proprio lavoro e della propria fedeltà all'impegno quotidiano una componente essenziale di questa festa della vita.

Agire: partecipando alle campagne di sensibilizzazione e pressione in atto in Italia; scegliendo di fare giustizia insieme; mettendo attenzione per democratizzare le grandi organizzazioni internazionali; imparando a convertire i percorsi personali in comunitari.

Per arrivare a questi frutti, l'assemblea è partita dalle testimonianze provenienti soprattutto dalla periferie del mondo. Come quella di padre Kizito Sesana, missionario comboniano originario di Lecco impegnato da anni in Kenia e a fianco del popolo sudanese dei Nuba, al quale porta aiuti umanitari considerati dal governo sudanese illegali. "Vi propongo - ha affermato padre Kizito ai partecipanti a Arena 2000 - di fare Giubileo in Sudan, per fare diventare quel territorio meta del cuore e della fede. Mi impegno di organizzare questo pellegrinaggio nei luoghi della guerra, della violenza e della povertà".

Emozionante anche la testimonianza di Monica Godoy, una ragazza del movimento dei bambini colombiani per la pace, e di Nidya Quiroz, dell'Unicef della Colombia. Quest'ultima ha ricordato la grande presenza di mine anche italiane nel suo paese. Il biologo ed ex parlamentare dei verdi Gianni Tamino ha ricordato i rischi della pirateria genetica, ossia della pirateria dei geni di piante che dai paesi del sud del mondo (dove si concentra l'80 per cento delle specie animali e vegetali) vengono portati nei paesi industrializzati, brevettati dalle industrie agro-alimentari e rivenduti poi a caro prezzo alle stesse popolazioni che li utilizzavano da secoli.

Ma restituire condizioni di vita nel senso inteso dal Giubileo biblico, significa anche restituire la terra a chi l'ha coltivata per secoli. L'ha ricordato Raimundo Nonato Coelho de Souza, rappresentante del Movimento dei Sem Terra del Brasile, dove il 46 per cento della ricchezza è in mano all'1 per cento della popolazione.

 

Villorba, 2 gennaio 2000, ore 19.00

 

Per informazioni: ufficio stampa Mariagrazia Bonollo

Via Barbieri 55 - 36100 Vicenza

Tel. 0444/508288 - 0348/2202662

E-mail: bonollomg@avs.vi.it

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