La Pasqua del Giubileo - Dal magistero del vescovo nelle celebrazioni pasquali

Messa del Crisma: "Siamo vasi di creta ma il Signore è con noi"
Venerdì Santo: "Un giudizio austero sui nostri clamori"
Domenica di Pasqua: "La vita nuova del Risorto è uno Spirito nuovo"

 Domenica di Pasqua

"La vita nuova del Risorto è uno Spirito nuovo"

1. Nel corso della Veglia per la Pasqua di risurrezione di Gesù - questa notte - e ora nella celebrazione eucaristica della Pasqua in pieno giorno, c'è nelle nostre liturgie festose il tentativo di trasmettere a noi il brivido dei primissimi testimoni increduli, per un verso impauriti e in fuga dal sepolcro vuoto, per altro verso in corsa gli uni verso gli altri per cercare di capire che cosa fosse e stesse accadendo dopo la morte e la sepoltura di Gesù.

Ovviamente, quel brivido è esperienza molto lontana nel tempo, e non del tutto accessibile a noi. Eppure, è espressione fondamentale, inesauribile e insostituibile anche per noi. Noi non inseguiamo un fantasma lontano. Noi centriamo la nostra vita in Cristo Gesù.

2. Ne parlano con sobrietà tutti e quattro gli evangelisti: Matteo, Marco, Luca, Giovanni.

Ne parlano senza enfasi e non da cronisti di fatti precisi, ma come testimoni interessati a registrare e ad esplorare il brivido di alcune donne che per prime andarono al sepolcro per onorare e commemorare il dramma ancora fresco del loro Maestro. Come noi facciamo all'indomani della sepoltura di persona cara.

Inseguono i sentimenti e gli atteggiamenti della compassione, della paura, dello smarrimento di quelle donne. Poi, la loro fuga o la loro corsa via dal sepolcro vuoto: per tremore, con timore, anche con gioia più grande di loro. Alcune rimangono senza parola. Altre, come sconvolte, vanno a dare la drammatica notizia che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro, che avevano portato via il Signore e che non si capiva dove l'avessero portato. Altre ancora corrono a portare l'annuncio sconvolgente di una prima apparizione e del primo saluto del Risorto: "Salute a voi!... Non temete!..."

3. E tutte sono in movimento verso i "fratelli"; verso i "discepoli e Pietro". Che stentano a credere a quelle donne; e comunque, dalle donne vengono travolti. Pietro e l'"altro discepolo" - quello che Gesù amava - corrono insieme tutti e due, fino ad entrare nel sepolcro e a vedere le bende per terra e il sudario non per terra con le bende ma piegato in un luogo a parte.

4. Qui, l'"altro discepolo", Giovanni "quello che Gesù amava", registra anche per noi la sua esperienza di fede affettuosa, contemplativa, immediata e interpretativa della presenza della vita diversa e nuova di Gesù; e della vitalità che Gesù con tutta la sua passione e con la sua Pasqua attraverso la morte sprigiona sui discepoli e sul mondo: "e vide e credette!".

5. Non sono le apparizioni, dunque, di Gesù che accendono questa fede e questa vitalità. Esse verranno dopo, e per pochi "testimoni prescelti". Se ne vanterà Pietro: "Abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti".

L'esperienza che accende la fede e la vitalità nuova di Cristo nei discepoli - e in noi - è interiore: è concentrata sulla passione di carità di Cristo; certissimamente è attraente ma anche coinvolgente!

E' l'entrare nel sepolcro di chi "è passato e passa beneficando e risanando tutti coloro che stavano e stanno sotto il potere del diavolo, perché Dio era ed è con Lui!"

E' conoscere bene ciò che è accaduto in tutta la Giudea incominciando dalla Galilea dopo il battesimo di Giovanni, cioè come Dio consacrò Gesù di Nazaret in Spirito Santo e potenza: perché liberasse, ridesse vista ai ciechi, libertà ai prigionieri; anno, giorni e tempo di grazia del Signore.

E' riconoscerlo vivo secondo la sua promessa:
- Vado ma tornerò a voi, e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. E non mi chiederete più nulla!
- Vado, ma non si turbi il vostro cuore e non abbiate paura; manderò a voi il consolatore, che vi ricorderà tutto quello che io ho fatto.
- Vado, ma questo è il mio corpo, il mio sangue... per voi e per tutti. Fate questo in memoria di me!
- Vado, ma avrò fame, sete, sarò nudo... Ciò che farete al più piccolo dei vostri fratelli lo avrete fatto a me!
- Vado, e voi piangerete e vi rattristerete, e il mondo si rallegrerà, ma la vostra tristezza si trasformerà in gaudio.
- Vado, vi precedo, a prepararvi il posto; se mi amaste vi rallegrereste! Perché se non vado non potrò mandare il mio Spirito. Non ci credereste!
- Sarò sempre con voi. Busserò alla vostra porta.

In questo tempo nuovo, inaugurato dalla Pasqua, non cerchiamo Cristo tra i morti. Egli è lassù, è dentro di noi per trasmetterci il suo Spirito; è alla porta e bussa.

I segni del tempo nuovo sono anche nei testi evangelici: "Di buon mattino, il giorno dopo il sabato, il primo della settimana, tra buio e alba". E sono i segni della nuova creazione.

La pietra rotolata via non è solo quella del sepolcro, sono tutte le pesantezze che gravano su di noi. Ancora non lo vediamo, ma solo perché la nostra vita è nascosta in Cristo, e bisogna cercarla con la forza dello Spirito che Egli ci dona.

+ Egidio Caporello, Vescovo

 

 


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