La Pasqua del Giubileo - Dal magistero del vescovo nelle celebrazioni pasquali

Messa del Crisma: "Siamo vasi di creta ma il Signore è con noi"
Venerdì Santo: "Un giudizio austero sui nostri clamori"
Domenica di Pasqua: "La vita nuova del Risorto è uno Spirito nuovo"

 Messa del Crisma

"Siamo vasi di creta ma il Signore è con noi" 

Siamo in Cristo e con Cristo davanti a Dio, in mezzo alla Chiesa, di fronte alla nostra gente mantovana e di fronte al mondo.

Sì: abbiamo volti, età, esperienze diverse.

Ci vogliamo bene; anche se la carità di Cristo che è in noi, è ben più sovrabbondante di quanto non riusciamo a dirla tra noi e ad esprimerla nella Chiesa mantovana e a quanti guardano a noi.

In ciascuno di noi può esserci dolore, stanchezza, forse smarrimento, comunque differenti stati d'animo.

Siamo davvero "vasi di creta"; vorremmo che anche le nostre comunità ci capissero nelle nostre debolezze. Bisogna che anche tra di noi ci riconosciamo per le nostre fragilità. Dobbiamo esporle con sincerità al Signore, senza drammi e senza paura, però!

Ma l'errore che possiamo fare - è quasi incredibile! - è quello di intestardirci o comunque quasi di perderci e di raffreddare il nostro ministero a motivo delle nostre fatiche e delle nostre fragilità, di qualsiasi genere esse possano essere.

"Voi piangerete e vi rattristerete; ...Voi sarete afflitti!": è normale! Non solo per noi, ma per tutti i fratelli e le sorelle cristiani. Anzi, quale creatura umana non è esposta a tristezza ed afflizione, magari più pesanti delle nostre?

Certo, dobbiamo saper portare i pesi gli uni degli altri. Anche progettando e attivando meglio le situazioni della nostra vita e del nostro ministero.

Ma fino a quando non vedremo Gesù, non vivremo: "Non vi lascerò orfani; ...verrò a voi, mi vedrete, perché io vivo, e voi vivrete!" (Gv 14,19).

Vorrei cogliere e fissare in questa espressione di Gesù per noi, la grazia di questo nostro Giovedì Santo.

E proiettarla come grazia di Anno Santo sulla nostra Pasqua, la Pasqua della nostra gente; per i giorni e il tempo che il Signore ci darà per vivere e per servire in letizia: "Verrò di nuovo, verrò ogni giorno, il vostro cuore si rallegrerà... nessuno vi potrà togliere la vostra gioia... fino al giorno in cui non mi domanderete più nulla!".

Anche per noi, e per tutti: "Sto alla porta e busso!"

E' anno di grazia del Signore.

Isaia, per il nostro ministero: "Per consolare, allietare, dare corona di gloria invece di cenere, olio di letizia e non abito da lutto, canto di lode e non cuore mesto. Così sarete chiamati sacerdoti del Signore, ministri di Dio santo detti. Io vi darò fedelmente il salario, concluderò con voi alleanza perenne, sarà famosa la vostra stirpe... la vostra discendenza. Coloro che vi vedranno avranno stima... perché siete la stirpe che il Signore ha consacrato".

+ Egidio Caporello, Vescovo

 

 


 Home Page