Gli Auguri per la Pasqua dell'Anno Santo

 

Un pensiero ai sacerdoti

Amici sacerdoti, ci siamo incontrati in diverse circostanze per il nostro itinerario di Anno Giubilare, a partire dal primo dicembre del 1999, e su su, dal mercoledì delle Ceneri in Seminario e Cattedrale, al nostro recente Giovedì Santo per la "Messa del Crisma";: in Sant'Andrea prima, e poi di nuovo in Seminario.

Per un verso non sono mai sufficienti i nostri incontri assembleari; né quelli più fraterni e "a tu per tu". Ma è grande grazia quella che ci è concessa di incontrarci anche a distanza con verità e sincerità, ogni giorno - e ora per la Pasqua del Signore - nella celebrazione dell'Eucaristia e della liturgia delle ore, come nella comune volontà di svolgere il nostro servizio alla Chiesa e alla gente mantovana, dentro le tribolazioni per il Vangelo: e, cioè, in quella profonda letizia che - lo tocchiamo con mano - in noi è principalmente frutto dello Spirito del Signore Gesù!

Un pensiero alle comunità parrocchiali

Raggiungo poi con questo augurio le assemblee liturgiche radunate nelle chiese della nostra diocesi per la celebrazione della Pasqua. Vogliano i sacerdoti rivolgere a loro anche il mio pensiero augurale: lo accompagno con riconoscente ricordo al Signore per gli animatori delle comunità, ma con affetto fraterno e cristiano per tutti. Chiedo a tutti di essere uniti ai nostri sacerdoti, di comprenderli, di sorreggerli, all'occorrenza di confortarli con la preghiera e con un sostegno corresponsabile e generoso; umano, cristiano ed ecclesiale.

Il Signore vuole, benedice e rende feconda questa comunione di sacerdoti e fedeli nella sua Chiesa, e non altro! Ed è questo, non altro, il segno fondamentale da dare là dove viviamo: "guardate come si amano!", diceva la gente delle prime comunità cristiane. 

Un pensiero alle famiglie

Desidero infine raggiungere con La Cittadella per il giorno di Pasqua le famiglie riunite nelle loro case. Questa volta, per la Pasqua dell'Anno Santo, può risuonare proprio nei momenti conviviali del mezzogiorno e della sera, per il pranzo e per la cena, la voce del Signore Gesù che si fa realmente presente a noi con le espressioni più familiari della sua tenerezza: "Pace a voi!... Io sto alla porta, e busso. Se uno mi apre, entrerò da lui, cenerò con lui ed egli cenerà con me!"

Per esperienza personale, posso dire alle famiglie che, almeno per il giorno di Pasqua, è possibile pregare in famiglia. E' possibile rasserenarsi, guardarsi negli occhi come per una intesa istintiva tra marito e moglie, tra genitori e figli, con i nonni se ci sono, soprattutto là dove c'è la prova di qualche sofferenza.

E' possibile benedire il Signore, e anche benedire la propria famiglia e la propria casa; anche solo con la preghiera del "Padre Nostro" mentre ci si mette a tavola, e con lo stesso segno di pace che scambiamo gli uni agli altri quando siamo alla Messa: "la pace sia con te!... sia pace nella nostra casa!". 

Un pensiero per tutti

Così, con questi pensieri e queste immagini familiari, celebrerò la mia Pasqua a Mantova; e dalla Concattedrale di Sant'Andrea tutti ricorderò, le persone sofferenti e le case di sofferenza con particolare pensiero al Signore.

E per tutti invocherò ogni grazia e benedizione. Buona e Santa Pasqua!

+ Egidio Caporello, Vescovo

 

 

 


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