L'esperienza del "Grande Giubileo" a Mantova

Decreto di Indizione,
disposizioni e avvertenze del Vescovo

 

La Chiesa di Dio che è in Mantova, con il Vescovo, con i Sacerdoti, con le Comunità parrocchiali, con le Comunità e le persone di Vita Consacrata, con le Aggregazioni Laicali, esprime innanzitutto la volontà e la piena disponibilità a celebrare dignitosamente, consapevolmente e in letizia il

"Grande Giubileo dell'Anno 2000"

come "Anno di grazia del Signore" (Cfr. Lc 4,19), secondo le appassionate e autorevoli indicazioni del Santo Padre Giovanni Paolo II.

Viste le disposizioni e le normative della Santa Sede, con il presente Decreto il Vescovo, pertanto, stabilisce e propone quanto segue:

1. I luoghi sacri del Giubileo in Diocesi

Il Vescovo designa quali luoghi sacri giubilari in Diocesi per i pellegrinaggi e per la "piena indulgenza" dell'Anno Santo le seguenti chiese e santuari:
- la Cattedrale di San Pietro
- la Basilica Concattedrale di Sant'Andrea
- il Santuario della Beata Vergine delle Grazie a Grazie di Curtatone
- il Santuario della Beata Vergine della Comuna presso Ostiglia
- il Santuario-Basilica di San Luigi Gonzaga a Castiglione delle Stiviere
- la Basilica parrocchiale di San Benedetto Abate a San Benedetto Po
- i "Luoghi della sofferenza", per le persone che offrono in gratuità premura e assistenza cristiana ai sofferenti per un congruo periodo di tempo, fermo restando le consuete condizioni per accogliere il dono dell'indulgenza giubilare.

2. I pellegrinaggi giubilari in Diocesi

Il pellegrinaggio in Diocesi ha come meta giubilare da privilegiare la Cattedrale di San Pietro (Duomo).

Per quanto possibile, è bene che un simile pellegrinaggio giubilare privilegiato porti anche alla Basilica Concattedrale di Sant'Andrea.

I pellegrinaggi hanno, comunque, la loro meta giubilare solo nelle Chiese e Santuari sopra indicati, al n. 1.

Innanzitutto i pellegrinaggi possono essere personali e famigliari.

I pellegrinaggi delle Comunità parrocchiali sono proposti, preparati e guidati dai loro sacerdoti.

E' assai opportuno promuovere e sostenere pellegrinaggi dalle zone pastorali, con le dovute intese e avvertenze.

Nel corso dell'Anno Santo, i Vicariati Foranei promuoveranno almeno un pellegrinaggio giubilare alla Cattedrale di San Pietro, secondo un calendario e modalità opportunamente predisposti, d'intesa con il Vescovo.

Per quanto possibile, i pellegrinaggi dei Vicariati saranno accolti e presieduti dal Vescovo.

Particolare e pieno significato giubilare acquistano i pellegrinaggi e le altre assemblee liturgiche diocesane che il Vescovo e presiede.

 

3. I percorsi giubilari

I pellegrinaggi hanno sempre bisogno di un momento iniziale di convocazione, preghiera e preparazione immediata. Tale momento ha il suo luogo privilegiato nelle chiese parrocchiali o in una delle chiese della zona pastorale o dei Vicariati Foranei che promuovono il pellegrinaggio stesso.

Lungo il percorso si abbia cura di vivere clima e momenti di fraternità, di spiritualità e di preghiera.

Per quanto è possibile ed opportuno si faccia anche una "sosta" presso qualche luogo sacro, quasi una "stazione giubilare", per raccogliere significati e valori di esperienza giubilare; e per preparare con le dovute attenzioni la celebrazione conclusiva del pellegrinaggio nella chiesa giubilare.

A titolo esemplificativo, i luoghi per queste "soste" o "stazioni" giubilari sono:

a Mantova:

- la Rotonda di San Lorenzo
- la sala del Monastero presso la Basilica di sant'Andrea
- la Cappella e la sala della "Casa dello Studente"
- la Cappella dell'Immacolata e la sala del Seminario Vescovile
- la chiesa dell'Annunciazione di Santa Maria del Gradaro
- la chiesa di San Francesco
- la chiesa di Santa Teresa di Gesù
- la chiesa di San Pio X

in Diocesi:

- la Pieve della Beata Vergine Maria a Cavriana
- la chiesa della Madonna della Malongola, a Fontanella Grazioli di Casalromano
- la chiesa parrocchiale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria e di Sant'Andrea Apostolo, detta "Cattedrale", ad Asola
- la chiesa della Presentazione della Beata Vergine Maria, detta "del Dosso", a Casalmoro

Per queste come per altre "soste" del pellegrinaggio si abbia cura di prendere contatti con i sacerdoti responsabili del luogo sacro.

 

4. Il Sacramento della Riconciliazione

Si ricordi che, per il Scaramento della Riconciliazione, tutto l'Anno Santo e tutti i suoi giorni sono momenti e tempi favorevoli. L'Anno giubilare sarà anche occasione per proporre ai fedeli un giorno della settimana come "Giorno della Riconciliazione", indicando almeno qualche ora di quel giorno perchè possano trovare sacerdoti confessori.

I sacerdoti curino, comunque, che i pellegrini possano celebrare il Sacramento della Riconciliazione prima della partenza per il pellegrinaggio.

Pertanto, i sacerdoti predispongano tempi e collaborazioni presbiterali nelle singole parrocchie, nelle zone e nei Vicariati Foranei per queste celebrazioni penitenziali, dandone avviso ai fedeli.

Anche nelle chiese ove il pellegrinaggio fa sosta, previo opportune intese, può essere predisposta la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione.

Anche nelle chiese e nei Santuari giubilari, potrà essere data una qualche opportunità di celebrare il Sacramento.

 

5. L'indulgenza giubilare

L'indulgenza è primariamente dono dello Spirito di Cristo. E' sempre frutto di una buona Confessione sacramentale e di una buona Comunione Eucaristica.

E' dono per i viventi e per i fratelli defunti.

Comporta, inoltre, una consapevole e lieta professione di fede con il "Credo", la preghiera affettuosa per il Papa e per tutta la Chiesa, come per il Vescovo e la Comunità ecclesiale diocesana e l'esercizio di atti di carità e di penitenza secondo le norme della disciplina delle indulgenze che i sacerdoti avranno cura di illustrare.

Una simile preghiera e una simile esperienza per la Chiesa comprende, per natura sua, una concreta attenzione spirituale ai nostri sacerdoti e al nostro Seminario.

 

6. Le celebrazioni giubilari

La celebrazione giubilare possono avere diverse forme e prevedere perciò:

- preferibilmente la Celebrazione dell'Eucaristia, nel rispetto delle normative del calendario liturgico, del luogo della celebrazione, e nel riguardo alle indicazioni date dalla Santa Sede;

- la Celebrazione della Parola, all'occorrenza con la Comunione eucaristica dei fedeli;

- l'Adorazione Eucaristica comunitaria, preparata e guidata con cura.

Si eviti, in ogni modo, di ridurre la celebrazione a pure forme di pietà popolare, per quanto preziose in altri momenti.

In tutte queste forme di celebrazione, doveroso è il riferimento alle indicazioni che la Santa Sede ha dato con il libro: "Celebrazioni per il Giubileo dell'Anno 2000 nelle Diocesi", a cura del Comitato Centrale del Grande Giubileo dell'Anno Duemila, edito dalla CEI.

 

7. Le opere di carità

Primario è sempre quel comandamento della carità che è riconciliazione e amore per Dio sopra ogni cosa e, quindi, amore per il prossimo come se stessi.

Le "opere della carità", pertanto, sono principalmente opere di conversione e di riconciliazione; di perdono e di pacificazione; di impegni morali, di relazioni e di affetti da riscoprire, rinnovare e riproporre nella propria vita.

Segno espressivo di questa grande esperienza di carità, sono le "opere della carità" che ciascuno può e deve saper compiere innanzitutto anche senza che "la destra sappia ciò che fa la sinistra" (Cfr. Mt 6,3).

Tuttavia è doveroso anche compiere insieme le "opere della carità". Si raccomandano, perciò, le opere proposte, d'intesa con il Vescovo, dalla Caritas e dal Centro Missionario della Diocesi.

Il Vescovo chiede espressamente che tutti sappiano comprendere la proposta della Conferenza Episcopale Italiana di sollevare paesi poveri dal debito pubblico internazionale e che, pertanto, tutti vogliano collaborare a questa iniziativa seguita dal "Comitato Italiano per la riduzione del debito estero dei paesi più poveri".

* * *

Per quanto non espresso nel presente decreto, si rimanda doverosamente alle disposizioni della Santa Sede.

Il Vescovo affida l'esperienza giubilare della Comunità diocesana all'"Incoronata Madonna delle Grazie", perchè sia il segno materno di una fede affettuosa, di una speranza sicura, di una carità perfetta.

 

Mantova, 19 dicembre 1999
IV Domenica di Avvento

+ Egidio Caporello, Vescovo

 

 

 

 


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