11-06-2000 - Celebrazione della Pentecoste


La parte della Veglia di Pentecoste
che si è svolta in piazza Mantegna

  

Folla con le fiaccole colorate fino a S.Andrea

Processione in centro storico
per la veglia di Pentecoste

"Voi giovani". C'era un "parroco" di campagna, così si è definito, seduto davanti all'altare in S. Andrea per la Veglia di Pentecoste. Schietto e incisivo, don Tonino Frigo di Felonica si è rivolto direttamente agli oltre mille presenti.

"Un popolo di assetati", come li ha definiti, che ha affrontato dando subito indicazioni chiare. Così come chiare erano le parole chiave della riflessione nelle 5 preveglie: ascolto, grazie, servizio, perdono, sacrificio, in processione coi flambeaux portate per le vie del centro fino a S. Andrea su stendardi colorati, poi a far da scenografia dietro l'altare.

A Pentecoste lo Spirito ha costituito il popolo di Dio, la Chiesa, segno della comunione della Trinità nella storia, chiamandola a far memoria dei suoi prodigi, aveva introdotto il vescovo sul sagrato gremito. Ma è lo Spirito il vero protagonista del Memoriale del Signore, dell'Eucaristia. Ma la Messa sa di vecchio, sorpassato, lontano dalla vita? Recuperiamo il gustare e il contemplare, suggeriva don Frigo, per scoprire l'emozione; guardiamo a Gesù, che lascia la folla soddisfatta; mangiamolo, il suo corpo, altrimenti la messa si impoverisce, non ha senso. Ma soprattutto è falsa se non hai voglia di impegnarti per la tua comunità: non con la generosità ma con la simpatia, non "facendo per" ma "stando con", creando rapporti e comunione per far cessare solitudine, emarginazione e disperazione.

Simone Zacchi 

 

 


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