20/23-04-2000 - Celebrazioni del Mistero Pasquale


Veglia Pasquale - Il Vescovo benedice il fuoco

  


La Pasqua dell'Anno Santo

Il vescovo Caporello ha presieduto le celebrazioni pasquali

Piazza Erbe come un sagrato: stasera alle ore 21 inizierà la liturgia della Passione di Cristo, e la croce e i Sacri Vasi con la memoria del Preziosissimo Sangue saranno portati in processione ed esaltati nel cuore della città. Entra dunque nel vivo la settimana santa dei cristiani, culmine di tutto l'anno liturgico perché memoriale degli ultimi giorni della vita terrena di Gesù Cristo.
Ma è nella concattedrale di S.Andrea che il vescovo di Mantova, mons. Egidio Caporello, presiederà i riti del Triduo: oggi alle ore 16 l'esposizione dei Sacri Vasi e la celebrazione della "Via Crucis"; domani alle 22 la "veglia pasquale nella notte santa" e domenica la "Santa Messa Pontificale nella Risurrezione del Signore".

Ieri sera è stata invece la cattedrale, S. Pietro, a ospitare la celebrazione della messa "in Coena Domini", col memoriale dell'istituzione dell'Eucaristia e col rito della Lavanda dei piedi. Sono questi i riti centrali della vita della Chiesa.

Come ogni anno, ieri mattina tutti i preti della diocesi (almeno 150 quelli presenti, a riempire il transetto) erano invitati a stringersi attorno al vescovo per il rinnovo delle promesse sacerdotali e la consacrazione del crisma utilizzato in tutte le parrocchie per i sacramenti. Ma la messa crismale di quest'anno è stata l'occasione per celebrare il Giubileo sacerdotale: particolarmente solenne la processione da piazza Alberti e il passaggio attraverso la Porta Santa. "Siamo fatti per consolare" ha ricordato il titolare della chiesa mantovana ai preti che a lui hanno giurato obbedienza, commentando le parole di Isaia proclamate da Gesù nella sinagoga di Nazaret: «Tutta la nostra esistenza, i nostri comportamenti quotidiani sono da vivere in mezzo alla gente. A questo servono gli olii che consacriamo. Per questo dobbiamo essere lieti, trasparenza di dedicazione e consolazione. Solo così potremo spargere letizia in tutto il mondo, esprimere sempre meglio la carità cui siamo chiamati. Anche nel dolore, nelle stanchezze, nelle fragilità e nelle prove. Esponiamole al Signore, che le conosce, ricordandoci con S. Paolo che abbiamo questo tesoro in vasi di creta. Cercate il sostegno nelle vostre comunità, portando i pesi gli uni degli altri».

Domenica di risurrezione: è l'esplosione della gioia, dopo che l'azione liturgica aveva fatto rivivere, a partire da giovedì, la Passione con cui è culminata l'esistenza terrena di Gesù Cristo. Le celebrazioni di questi giorni sono particolarmente intense, e questo sia nelle comunità parrocchiali che costituiscono la diocesi, sia attorno al vescovo, pastore della chiesa mantovana.

Questa mattina monsignor Egidio Caporello presiede la Messa Pontificale nella Risurrezione del Signore, alle ore 11 nella concattedrale di S. Andrea, dove poche ore prima concludeva la solenne Veglia Pasquale nella Notte Santa. Il passaggio (Pasqua, appunto) dalla morte alla vita sottolineato con la Liturgia della Luce iniziata in piazza Mantegna alla luce del fuoco nuovo ardente nel braciere. L'accensione del cero e la suggestiva processione d'entrata con le candele, scioltasi nell'Exultet, l'antico canto (da alcuni attribuito a S. Ambrogio) che spiega i significati della santa notte, cantato da don Stefano Peretti, che il 14 maggio sarà ordinato presbitero. Sono state le campane sciolte ed il Gloria, intorno alla mezzanotte, a concludere l'articolata liturgia della parola che ha ripercorso il cammino di fede del popolo di Israele: solo l'Epistola ha preceduto l'annuncio dell'angelo alle donne secondo l'evangelista Marco. Particolarmente vibrante il commento omiletico di mons. Caporello, particolarmente attento, in questa Pasqua giubilare, a sottolineare le implicazioni della croce e della risurrezione di Cristo sulla vita personale ma soprattutto sociale dei cristiani e dell'intera collettività. Lo testimonia anche il messaggio augurale pasquale che pubblichiamo oggi, e che il vescovo stesso ha pronunciato venerdì notte in piazza Erbe, cuore della città di Mantova, sotto la croce e davanti ai Sacri Vasi con la memoria del Preziosissimo Sangue. Era il commento alle Beatitudini (Mt 5,1-12), proclamate anche in tedesco (per rendere partecipe la nutrita delegazione da Weingarten, la città tedesca che custodisce un'altra parte di questa memoria) e da una donna albanese, come segno di attenzione ai tanti albanesi che a Mantova vivono. Un accostamento significativo e creativo, quello delle Beatitudini e della croce.

Simone Zacchi 

 

 


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