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Nel salone del Seminario si è svolto il convegno sul debito estero dei paesi più poveri promosso dalla Diocesi di Mantova e, in particolare, da Caritas, Centro Missionario, Consulta dei laici, "La Cittadella" e Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro. Don Claudio Cipolla, in qualità di moderatore, ha introdotto l'incontro leggendo un significativo brano da Levitico 21 sul comandamento di rimettere i debiti. E' seguita una riflessione del Vescovo Mons. Egidio Caporello sul senso del convegno. Mons. Fernando
Charrier, Vescovo di
Alessandria e presidente della Commissione Episcopale per i
Problemi Sociali, ha sottolineato le ragioni etiche della
campagna. Sono le seguenti: Deve prevalere la convinzione che il benessere di tutti sarà anche il nostro vero benessere, sollecitando in tal senso chi (governanti, Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, mondo della finanza, ) ha il potere di influenzare gli scenari economici futuri. Pertanto la Campagna per la riduzione del debito è un segno che solleva un problema morale, prima che tecnico.
Oggi la spirale del debito va rotta: non solo per motivi etici, perché non è giusto che i paesi poveri finanzino quelli ricchi; ma anche per ragioni di convenienza. Infatti una situazione in cui la percentuale dei poveri aumenta sempre più rischia di diventare incontrollabile e il Nord finirà per non avere più partner economici. Bisogna puntare a cancellare il debito estero associando strategie efficaci per combattere la povertà. La campagna della CEI vuole che il debito rimesso dall'Italia nei confronti di Zambia e Guinea si tramuti in un fondo di contropartita che promuova investimenti per lo sviluppo e la promozione umana in questi due paesi africani, scelti tra i più poveri. La Sen. Patrizia Toia , ministro per le Politiche Comunitarie, ha sottolineato la dimensione della responsabilità che investe tutti i cittadini, oltre che i governi dei paesi. L'Italia, frontiera dell'Europa verso l'Africa, deve interpellare i partner della UE e del G7 perché vengano imposte delle regole sui capitali speculativi e non produttivi che, così come sono gestiti, possono mandare in rovina uno stato. Ciò è possibile perché l'Italia sta recuperando un suo spazio a livello internazionale. Il nostro paese dà la disponibilità a completare l'azzeramento del debito nei limiti previsti dalla legge finanziaria. (Luigi Togliani)
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