Una casa per chi non ce l'ha - Nota e proposta per la realizzazione di segni ecclesiali in ordine al disagio abitativo nell'anno del Giubileo

 

La Caritas Diocesana intende sensibilizzare i responsabili della pastorale della Chiesa locale, e quindi tutta la comunità ecclesiale, su di un problema particolarmente avvertito: il disagio abitativo nel nostro territorio e per le nostre famiglie.

Una valutazione attenta, competente e realistica di queste righe potrà rivelarsi preziosa per il perseguimento dell'obiettivo ipotizzato: quello di offrire, nella misura del possibile, altri segni significativi dell'attenzione della Chiesa locale per i bisogni della gente e, particolarmente, degli "ultimi".

Il contesto di valori da cui siamo sollecitati è ovviamente quello del grande Giubileo, a cui i nostri Vescovi danno impulso: "il cammino di purificazione necessita di un doveroso esame di coscienza che impegna le comunità cristiane a intensificare quella conversione pastorale che le spinge a passare da una pastorale di conservazione a una pastorale di evangelizzazione. La dinamica della conversione pastorale trovi in questo anno maggiore slancio…" (Lettera pastorale dei Vescovi lombardi).

Il gruppo di coordinamento diocesano dei Centri di Ascolto (costituito da operatori dei vicariati Santi Apostoli, San Luigi, Sant'Anselmo, San Pio X e Madonna della Comuna) ha più volte osservato e riflettuto al riguardo.

Molti i denominatori comuni rilevati. Gli alloggi di proprietà comunale o dell'azienda regionale (ALER) in molte zone non esistono e ove esistono sono chiaramente occupati: i tempi di attesa per le assegnazioni sono lunghissimi (mesi e anni). Sul libero mercato privato gli alloggi si trovano soltanto ad affitti elevati (dalle 700.000 lire mensili ad oltre), con l'ulteriore difficoltà dei privati a cedere in locazione a famiglie immigrate, meridionali o comunque segnalate dai Centri di Ascolto. Si registrano pure molti casi di abuso: affitti alti, senza contratto, per ambienti fatiscenti e fuori da ogni norma. Le dimensioni degli appartamenti risultano spesso inadeguate per famiglie numerose.

A fronte di tutto questo, gli operatori sono testimoni di tanti contesti di degrado abitativo (automezzi adattati ad abitazione, casolari abbandonati occupati abusivamente, sovraffollamenti e, ovviamente, condizioni igieniche assai precarie).

Proposta

Dai fondi destinati dalla Conferenza Episcopale Italiana nel '99 alla nostra Diocesi per interventi di natura caritativa, il Vescovo, su presentazione della Caritas Diocesana, ha accantonato un fondo della consistenza di più di 200 milioni (268 per la precisione) a disposizione di Parrocchie che richiedano un contributo per la sistemazione di ambienti di proprietà da mettere a disposizione di nuclei famigliari che si trovino in situazioni di difficoltà o disagio abitativo. Non si prospetta, ordinariamente, di concedere gratuitamente in uso l'immobile, bensì di stipulare regolari e commisurati contratti di affitto, sia quale giusto criterio pedagogico, sia quale equo recupero di risorse che possono essere reinvestite, nel tempo, per le stesse finalità.

Abbiamo piena consapevolezza di offrire, anche nella migliore delle ipotesi, semplicemente un segno (piccolo) della Chiesa mantovana.

Auspichiamo che il presente testo, pensato per la sensibilizzazione ed il coinvolgimento, sia fatto oggetto, da parte di Parroci e membri dei Consigli per gli affari economici (sia livello diocesano che parrocchiale), di attenta lettura e riflessione, anche se non potrà determinare decisioni operative dirette. Riteniamo che le scelte sicuramente significative possano maturare soltanto in un "patrimonio di idee" da tutti condiviso e quale espressione di una sempre più vera comunione ecclesiale diocesana.

 

Una casa per chi non ce l'ha- Il testo completo sul sito della Caritas di Mantova

 

 

 

 


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