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Dalla conseguente decadenza è stato riscattato di recente, ricuperando tre chiostri, il refettorio ornato da un grandioso affresco del Correggio, l'infermeria e altri ambienti, in cui sono stati allestiti un Museo dell'abbazia e un ricchissimo Museo della civiltà contadina. Dalla decadenza si salvò la basilica, divenuta chiesa parrocchiale. Essa si presenta nella veste smagliante datale da Giulio Romano, a tre navate con cappelle, deambulatorio e cupola ottagonale; del sec. XVI sono anche le statue in cotto di Antonio Begarelli, lo splendido coro ligneo e la monumentale sagrestia. Vi sono annessi un piccolo Museo (con un ritratto di Matilde a cavallo, del 1578) e l'oratorio romanico di Santa Maria, in cui si ammira il mosaico pavimentale figurato del 1151.
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